Terapie Psicocorporee e Bioenergetica

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La bioenergetica è solo una, ma senz’altro la più nota, delle varie forme di Psicoterapia corporea o lavoro sul corpo, “Body Work”, per indicare una terapia che parte dall’assunto fondamentale dell’unità Mente/Corpo.
Pioniere di tale approccio è stato W. Reich. La metodologia sviluppata da Reich é stata da lui denominata Vegetoterapia.
 
I post-rechiani invece hanno usato principalmente le seguenti definizioni:
 
* Alexander Lowen: Analisi Bioenergetica.
 
* John Pierrakos: Corenergetica.
 
* David Boadella: Biosintesi.
 
* Malcolm Brown: Terapia Organismica.
 
* Gerda Boyesen: Psicoperistalsi o Biodinamica.
 
Una ricerca in parte indipendente da Reich ha portato al Rolfing di Ida Rolf, che, integrato con Reich e altro ha portato alla Reintegrazione Posturale di Jak Painter.
Un’altro metodo psicocorporeo è il Rebirthing, elaborato dall’americano Leonard Orr, che sembra peraltro recuperare antichissime tecniche orientali.
 
Wilhelm Reich
 
Reich era uno psicoanalista austriaco, (1897-1956) allievo di Freud, a mio avviso il più geniale, che si trovò, come tanti altri, in conflitto con Freud su alcuni punti importantissimi, tanto che nel 1934 fu espulso dalla società internazionale di Psicoanalisi. La genialità di Reich sta nella complessità della sua ricerca, che va dalla psicologia alla politica, (attraverso la psicologia di massa) alla medicina, alle scienze naturali.
 
Quello che preme in questa sede è parlare della psicoterapia reichiana, che si caratterizza per il coinvolgimento del corpo nella terapia.
 
Il Corpo.
Una delle prime intuizioni di Reich fu scoprire che “non è tanto importante quello che dice il paziente, quanto come lo dice”. Il come non è altro che quello che oggi chiamiamo comunicazione non verbale, cioè i messaggi che inviamo tramite il tono della voce, lo sguardo, la postura, ecc. Reich quindi in un primo tempo scoprì l’importanza espressiva del corpo.
 
Il corpo esprime meglio delle parole il nostro disagio o il nostro benessere.
 
In un secondo tempo Reich scoprì che il corpo era molto importante, direi essenziale, nel processo di sviluppo psichico, cioè nella strutturazione della personalità e del carattere.
 
Anzi Reich arriva alla conclusione che non è possibile parlare di corpo e psiche, (o mente) come due entità separate. La stessa medicina psicosomatica appare a Reich superata nella misura in cui parla di influenze della psiche sul corpo o viceversa, continuando a intenderle come due entità separate.
 
Reich invece parla del rapporto psiche-soma come di una identità funzionale. Sono due aspetti della stessa realtà.
 
Il corpo in particolare è coinvolto nelle emozioni.
 
Non esiste una emozione che non abbia degli aspetti somatici, che vanno dal ritmo della respirazione e battito cardiaco, a fenomeni di apertura e chiusura dei capillari, con conseguente sensazione di caldo e freddo, dilatazione o restringimento della pupille, contrazione o rilassamento degli sfinteri, fenomeni ormonali come il rilascio di adrenalina con l’aggressività, ecc.
 
Ma soprattutto Reich capisce l’importanza del movimento nella espressione delle emozioni.
 
Esprimere, da ex-premere, è evidentemente il contrario di re-primere.
 
Credo che possiamo tenere per buona l’indicazione di Freud per cui l’inconscio deve diventare conscio, solo che nella psicoanalisi questo rischia di essere solo un fatto mentale, intellettuale.
 
La psicoanalisi lavora con i ricordi, le immagini, e solo accidentalmente con le emozioni.
 
Eppure gli stesso psicoanalisti sanno che se l’affioramento di un ricordo rimosso non è accompagnato dalla relativa emozione, la cosa non ha una grande efficacia terapeutica.
 
Ciò significa che non basta ricordare, ma è necessario riuscire ad esprimere quello che è stato represso. Parliamo naturalmente dell’espressione di una emozione, (da ex-movere)
 
Esprimere una emozione. Come dire, in latino: ex-premere, e ex-movere.
 
Non ci si può ex-primere senza un ex-movere.
 
Già Darwin l’aveva capito, scrivendo un libricino sulla “Espressione delle emozioni nell’uomo e nell’animale”.
 
L’aggressività si esprime mostrando i denti, o battendo un pugno sul tavolo, o dando pugni e calci.
 
La tenerezza si esprime con un abbraccio, l’apertura con le braccia aperte, la chiusura con le braccia chiuse, la diffidenza guardando “di traverso” cioè a destra e sinistra. La meraviglia guardando attorno in forma circolare. Vocalmente si esprime con una O, non per caso di forma circolare.
 
L’energia
 
Importantissimo nella terapia reichiana il discorso sull’energia, nel senso che Reich, pur non conoscendo molto le medicine orientali, è arrivato ad intuizioni che postulano, come appunto le concezioni orientali, la presenza di una energia particolare, (che Reich studiò con risultati straordinari – vedi nel mio sito: NUCLEOR – Energia Orgonica)
 
La salute è una questione di equilibrio energetico, e di libera e fluida circolazione dell’energia nell’organismo attraverso i vari livelli, che secondo Reich sono: occhi, bocca, collo, torace, diaframma, addome, pelvi.
 
Scopo della terapia è il ristabilimento della circolazione dell’energia attraverso il superamento dei blocchi che ci possono essere ai vari livelli.
 
E’ importante chiarire il significato della parola Vegetoterapia, con cui Reich definì la sua metodologia, che non ha niente a che fare con diete vegetariane, come qualcuno crede di capire.
 
E’ collegata invece al sistema nervoso neurovegetativo, o “autonomo”, in quanto presiede automaticamente, al di là della volontà e della consapevolezza, a tutte le funzioni corporee dei vari organi, dal fegato ai polmoni al cuore, ai muscoli, allo stomaco.
 
Tutti questi organi sono innervati da due nervi: il vago, che presiede alla distensione, il simpatico che favorisce la contrazione. Anche l’intero organismo nel suo complesso ha un andamento pulsante tra due polarità: contrazione ed espansione, e questo in tutti gli organismi viventi, dai più semplici ai più complessi.
 
Nelle situazioni di stress prolungato in cui spesso siamo costretti a vivere la polarità della contrazione, (allarme, lotta, fuga, lavoro, ecc) prevale sulla dimensione espansiva del vago, collegata alla voglia di vivere e alla capacità di amare, di andare, come dice Reich, “verso la vita, verso il mondo, verso gli altri”
 
Scopo della terapia quindi è ristabilire un equilibrio tra queste due polarità: ritrovare sia la capacità di lottare quando è necessario, (quello che chiamiamo aggressività sana) sia la capacità di rilassarsi, di amare, di godere.
 
Per approfondimenti vedi sul mio sito http://gaspari.altervista.org/index.htm la voce “Viaggio nel vero Io”
 
Gli esercizi
 
Da questa corrispondenza tra emozione e movimento come espressione di quella emozione sono nati tutti gli esercizi che usiamo nei gruppi di bioenergetica.
 
Le varie scuole si differenziano in parte, anche per gli esercizi che propongono, o per il fatto che talune danno più importanza a certe cose, altri ad altre. Per la bioenergetica di Lowen è importante soprattutto il lavoro su piedi e gambe: (grounding)
 
Per chi si rifà invece alla vegetoterapia originale di Reich, rappresentata in Italia dalla scuola di Federico Navarro, la priorità è data agli esercizi con occhi e bocca.
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