La forza che governa le emozioni, il comportamento e la sessualità umana.

img_0415Il lavoro iniziale di Wilhelm Reich sull’energia vitale cominciò negli anni ’20, quando era allievo di Freud, l’ideatore della psicanalisi. Le teorie iniziali di Freud sul comportamento umano riguardavano in termini metaforici l’energia degli istinti, da lui chiamata libido. Mentre Freud e i suoi colleghi cessarono con il tempo di usare questo temine, Reich portò avanti un’estesa ricerca su questa forza che governa le emozioni, il comportamento e la sessualità umana. Il suo lavoro clinico gli fece scoprire delle correnti di energia emozionale nel corpo, che si potevano rilevare nell’uomo sano durante uno stato di profondo rilassamento, dopo l’espressione di una forte emozione o dopo un orgasmo genitale gratificante.
La libera e disinibita espressione di un’emozione e la naturale eccitazione e soddisfazione durante un orgasmo furono identificate da Reich come espressioni di un movimento energetico non impedito nel corpo.
Un blocco energetico si instaurava invece, con la partecipazione dell’intero sistema nervoso e muscolare al processo di soppressione, o trattenimento delle emozioni, quando l’individuo sperimentava un forte dolore o un trauma, o nella sua infanzia le emozioni erano state soppresse o trattenute (i bambini grandi non piangono, le brave bambine non mostrano la rabbia) o nella prolungata stasi sessuale.

Questo trattenere era anche accompagnato da un ansioso rifiuto di qualunque cosa fosse piacevole, perché avrebbe in qualche modo tirato fuori i sentimenti soppressi e non piacevoli.
Quando questo tipo di risposta diventava cronico, l’individuo sperimentava un indurimento e una desensibilizzazione del corpo, una specie di corazza fissa, insieme a una riduzione della respirazione e dei contatti con l’ambiente esterno. Questa corazza neuromuscolare non era una condizione naturale, ma aveva una sua funzione nella sopravvivenza dell’individuo in casi specifici e momentanei di traumi o di dolore.
Quando l’armatura però diventava uno stile di vita, squilibrava la funzione biologica dell’individuo e influenzava il suo comportamento anche in circostanze dove non c’erano né traumi né dolore da sopportare, perpetuando il comportamento di evitare il piacere e di censurare le emozioni. Questo impediva naturalmente il mantenimento di una buona salute e una vita sociale felice.

Reich sosteneva anche che l’orgasmo genitale giocava un ruolo centrale nell’economia energetica dell’individuo, come mezzo di scarica periodica di tensione bioenergetica accumulata. Più intensa è la scarica di bioenergia accumulata, più gratificante, rilassante e soddisfacente ci si sente dopo.
Quando però il sesso viene bloccato e le altre emozioni sono cronicamente represse e frustrate, all’interno dell’organismo si accumula una grande tensione, che cresce fino a un punto di rottura, dove appaiono solitamente sintomi nevrotici e deviazioni comportamentali.
Reich sviluppò delle tecniche terapeutiche per permettere a queste tensioni di uscire e per riacquistare la capacità di piacere nella vita, particolarmente a livello sessuale.
Egli osservò che appena i suoi pazienti diventavano più sani sessualmente e liberavano le tensioni accumulate nel reprimere le emozioni, i loro sintomi nevrotici scomparivano.
Alcuni di questi contributi alla teoria e alle tecniche della psicoanalisi furono inizialmente ben visti.
Ma più tardi, quando la sua attenzione si focalizzò sull’abuso sessuale dei bambini e sulla repressione sessuale, la classe più conservatrice cominciò ad attaccarlo, rifiutandolo.
Infine Reich abbandonò la psicanalisi definitivamente e chiamò il suo lavoro Economia del Sesso.

Le prime osservazioni di Reich sul comportamento umano, le emozioni, l’orgasmo e le correnti energetiche nel corpo suggerivano una natura reale e tangibile dell’energia emozionale. Più avanti utilizzò sensibilissimi voltmetri per confermare questo e per quantificare le correnti bioelettroniche e le emozioni correlate.
Tuttavia era convinto che i bassissimi livelli di energia osservati non potevano spiegare pienamente le potenti forze energetiche osservate nel comportamento umano.
Il piacere, osservò, era identificato da un aumento di carica bioelettrica della pelle, mentre l’ansietà era accompagnata da una sua perdita. Questo movimento “verso” o “via da” il mondo è il risultato delle esperienze vissute da ognuno.
La vita naturalmente si muove verso il piacere e si allontana dal dolore. Esperienze dolorose croniche fanno sviluppare all’organismo una corazza che rende poi difficile all’individuo stesso di uscire.

Se questo è un processo generale dovremo trovarlo in atto anche negli organismi inferiori, come i vermi, o in microrganismi quali le amebe. Reich notò che le amebe non avevano un sistema nervoso sviluppato come gli organismi superiori e tuttavia si espandevano o si contraevano nel loro ambiente in una maniera simile.
Le correnti di energia vitale funzionavano dunque nello stesso modo in tutte le creature viventi.
Proprio studiando lo sviluppo delle amebe Reich scoprì per la prima volta le radiazioni dell’orgone e più tardi i principi dell’accumulatore orgonico, una struttura composta di strati di metallo e materiale organico capace di attirare ed amplificare l’energia orgonica.
L’accumulatore orgonico ha specifici effetti favorevoli alla vita su piante ed animali esposti alla concentrazione di energia vitale in esso contenuta.
Reich e i suoi collaboratori hanno pubblicato nel tempo una quantità di scritti sulle ricerche in questo campo, e la ricerca continua tutt’oggi, nonostante l’inquisizione americana (il paese della libertà….) abbia processato e condannato Reich e bruciato tutti i suoi libri.

 

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