Approccio all’Energia Sessuale

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Secondo Freud l’energia che alimenta il nostro apparato psichico, che modella la mente nel corso del tempo e che regola i nostri comportamenti è una forza interna che si origina da stimolazioni a livello della fisiologia del corpo: è la libido, o pulsione sessuale… tutta la teoria psicoanalitica ruota attorno a questo termine centrale.

Scrive Freud: “Non si può non riconoscere che la libido ha fonti somatiche, che essa sgorga all’Io da organi e parti del corpo diversi.
Ci si vede nel modo più chiaro in quella parte di libido che si chiama eccitamento sessuale. Le parti da cui deriva preminentemente questa libido sono contraddistinte col nome di “zone erogene”, propriamente per tutto il corpo è zona erogena”. Le zone erogene primarie della donna sono il clitoride e la vagina; l’uomo si limita ad una sola, il glande.

Wilhelm Reich, approfondì il problema dell’influenza reciproca fra corpo e psiche fondando un’originale indirizzo psicoanalitico. In quest’orientamento lo studio del corpo s’inserisce nella cornice psicoanalitica al fine di pervenire ad una comprensione olistica dell’uomo contro il falso dualismo che vede la mente e il corpo com’entità separate.
La nozione fondamentale di tale approccio è che “noi non abbiamo un corpo ma siamo il nostro corpo”. Reich considera la libido una vera e propria energia organica in grado di raggiungere la sua massima espressione al momento dell’orgasmo.
Reich elaborò il concetto di “potenza orgasmica” designando con ciò la capacità di desiderare e di godere; si tratta di una funzione potenziale che può essere repressa dall’esterno, come dai condizionamenti familiari ed ambientali, oppure inibita internamente da blocchi e da automatismi che ostacolando il libero pulsare dell’organismo sono causa di nevrosi.

Reich riscontrò che un rilevante squilibro nell’economia sessuale dell’individuo influisce negativamente sulla salute mentale, qualora s’impedisce di sperimentare una reazione orgasmica completa.
L’organismo deve scaricare periodicamente le proprie energie sessuali allo scopo di mantenere un ottimale equilibrio energetico interno, quando ciò non avviene tale energia si trasforma in angoscia e trova quale via di sfogo una compensazione attraverso sintomi nevrotici o psicosomatici.

Un elemento fondamentale della teoria reichiana è la scoperta della “corazza caratteriale”.
Secondo Reich il carattere si forma come difesa a seguito delle pressioni interne delle pulsioni e delle influenze minacciose del mondo esterno. Le tensioni croniche e le rigidità muscolari, prodotte dall’individuo nel tentativo di difendersi da un ambiente ostile, si formano in seguito a shock, in particolare durante l’infanzia.
L’accumulo delle tensioni muscolari, l’operare processi tesi ad ostacolare le proprie emozioni e il non lasciar scorrere liberamente l’energia dell’eccitazione, originano a livello psicologico una corazza caratteriale, che ha un suo corrispettivo sul piano somatico nella corazza muscolare.
La corazza limita l’espressività e le risposte provenienti dalle varie stimolazioni. La corazza caratteriale può essere sciolta grazie ad appropriati esercizi della terapia reichiana.
Con lo scioglimento dei blocchi dell’atteggiamento muscolare c’è una scarica dell’energia trattenuta nel corpo ed affiorano, dall’inconscio alla coscienza, i ricordi e le emozioni associati al trauma che aveva prodotto quei sintomi.
La rievocazione del trauma non implica più unicamente un processo verbale, come nella psicanalisi classica, ma vi è anche un coinvolgimento somatico-corporeo.

L’idea base della terapia reichiana è che affinché si possa raggiungere il benessere di mente e corpo, e quindi gioire pienamente della sessualità, è necessario che l’energia possa fluire liberamente attraverso le fibre, senza trovare ostacoli o impedimenti prodotti da traumi passati o conflitti presenti; in questo modo è possibile realizzare una normale funzione orgasmica.
Lo scorrere armonioso dell’energia in noi si realizza attraverso l’equilibrio fra carica e scarica, tra eccitazione e rilassamento, mediante un processo di tensione-carica-scarica-rilassamento che, come scrive Reich, è la “formula dell’orgasmo”.
L’orgasmo segue questo ritmo: tensione sempre crescente fino ad arrivare ad un caricamento bioenergetico cui fanno seguito una scarica energetica e una distensione.
Ma generalmente l’energia viene vincolata nella corazza caratteriale mediante le tensioni muscolari e limitando l’eccitamento sessuale.
Nelle nevrosi, che si manifestano anche con disturbi della sfera sessuale, sono presenti blocchi energetici che si materializzano nella corazza nella quale l’energia sessuale è accumulata.

Un’altra modalità inconscia di controllare l’espressione delle energie emotive è la tendenza a trattenere il respiro, inibendo l’espirazione con un blocco diaframmato o con tensioni muscolari.
Possiamo osservare un simile comportamento quando i bambini trattengono il respiro in situazioni d’angoscia o d’opposizione.
Questi ingorghi energetici impediscono di mobilitare le emozioni ostacolando la disponibilità a lasciarsi andare al piacere sessuale.

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