Principi della Bioenergetica

psicosoma

Alcuni quesiti per comprendere meglio questa tecnica psicocorporea, nata negli anni ’50 da Alexander Lowen, un allievo di Wilhelm Reich.

Attenta all’unità di corpo e mente, la Bioenergetica ha rivoluzionato il metodo analitico riconoscendo l’importanza del lavoro corporeo per il superamento del sintomo nevrotico. Se ogni blocco emozionale si inscrive in un blocco muscolare, la terapia si può rivolgere al mondo dei sentimenti e delle emozioni dell’altro, non solo attraverso una relazione verbale ma soprattutto attraverso tecniche corporee che agevolano l’autoconoscenza e permettono di incamminarsi verso un’evoluzione personale.

Qual è il principio “portante”?
La Bioenergetica è una tecnica psicocorporea che mira a sciogliere le tensioni a livello muscolare e articolare con esercizi che non coinvolgono solo l’aspetto fisico. In virtù dell’unità funzionale di corpo e mente, si scopre che il lavoro corporeo agisce sulle emozioni e sul benessere psichico. Inoltre il lavoro esperienziale sulle nostre emozioni agisce positivamente sulle proprietà fisiche ed energetiche dell’organismo.

In cosa consiste un gruppo di Bioenergetica?
La “Ginnastica Bioenergetica” fa parte delle tecniche psicocorporee, come il lavoro sul respiro, la terapia della Gestalt, la ginnastica dolce, il metodo Feldenkrais, la respirazione Rebirthing, la terapia Craniosacrale, la Danzaterapia, il Tai Chi o lo Yoga.
Tutte queste metodologie, che siano nate in seno alla tradizione orientale oppure sviluppatesi in Occidente, pur nella loro diversità riconoscono l’unità somato-psichica: dietro a una tensione muscolare vive un blocco emozionale. Quindi, il benessere psicofisico si raggiunge non solo attraverso un’attività motoria mirata alla distensione e al ricaricamento energetico dell’organismo, ma anche attraverso esercizi di autoespressione che permettono di sciogliere il nodo emozionale.

Che differenza esiste tra Bioenergetica e Fitness?
L’organismo non è una semplice macchina fatta di fasce muscolari che possiamo allungare e allentare mediante esercizi mirati di stretching ma è anche un’unità vivente che ha una sua pulsazione e un suo ritmo biologico. L’individuo è un sistema energetico: c’è chi ha una grande carica a livello cranio-nucale (ipertrofia dell’Io e delle attività volontarie, controllo mentale) a discapito degli arti inferiori (gambe deboli, stanchezza) e c’è invece chi accumula carica a livello addominale e/o toracico con la sensazione di essere sempre sul punto di esplodere ma senza la capacità di lasciar fluire dal corpo l’eccesso di energia.
La Bioenergetica agisce a livello fisico, creando un benessere immediato (distensione muscolare, facilità di movimenti articolatori, maggiore circolazione linfatica e sanguigna) e permette di bilanciare il sistema energetico personale di ognuno, riequilibrando le disarmonie che traspaiono da una postura scorretta e da una contrazione organica costante.

Arrendersi al corpo
Alexander Lowen dice: “é necessario arrendersi al corpo…”, le persone devono prendere coscienza delle loro emozioni, per poterle accettare e viverle in modo autentico.
Arrendersi alle forme del corpo, alle sue vibrazioni, al suo modo di relazionarsi al mondo, alle sue modalità di movimento.. lasciare che il corpo si esprima, solo così la persona potrà raggiungere la piena conoscenza del se, di quella parte con cui si viene in contatto solo attraverso un lungo e affascinante percorso di accettazione delle proprie parti di luce e d’ombra.

Attraverso la Bioenergetica si intraprende un lavoro basato sull’espressione corporea che permette di scoprire, accettare e modificare parti conosciute e sconosciute del proprio modo di agire e di essere nel mondo.
Dapprima sono le modalità caratteriali ad essere osservate e rielaborate, tutti gli atteggiamenti con cui ci scontriamo nel quotidiano.
Poi, scendendo in profondità, l’individuo incontra tutti i processi mentali che stimolano i singoli comportamenti che sono a loro volta relazionati a emozioni e sentimenti.
Da questo momento il corpo diventa consapevole e grazie alle nuove informazioni genera quella libertà che gli permette di “ricominciare a vivere”, in nuova dimensione.
La spontaneità raggiunta tende a produrre maggior energia e contemporaneamente a generare nuove modalità di comportamento: non è possibile evitare le rigidità dovute all’età ma si possono evitare le tensioni dovute a emozioni costrette e trattenute a livello muscolare; più l’individuo è libero nel corpo, maggiore è l’ossigenazione mentale che porta la persona a integrare l’aspetto psichico nel corpo e la nuova modalità corporale nella mente.

La persona ora si riconosce in una nuova dimensione non più caratterizzata da rigidità muscolari, blocchi articolari, tensioni, ma libera da restrizioni e inibizioni sia fisiche che mentali, capace di muoversi nel mondo con una motilità diversa.
La “sua” motilità, quella che ha sempre avuto dentro se stessa, quella mai autorizzata a esprimersi.

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